Mia figlia, don Chisciotte

Rassegna Stampa

  • Anticipazione: su minima&moralia
  • Recensione: Rosario Castelli (20/02/2017):

Ho appena finito di leggere, d’un fiato, un libro bellissimo. S’intitola “Mia figlia, don Chisciotte”, l’ha scritto un amico che si chiama Alessandro Garigliano. Ma il libro non è bello perché lui è un amico. O forse sì, un po’ anche per questo. E’ avvincente e buffo, straniante e commovente, di una leggerezza trasognata, tramato di struggente e fragile umanità e allo stesso tempo impreziosito da una riflessività mai scontata o naif. Tutto questo perché è, allo stesso tempo, un romanzo e una favola, una guida alla paternità esemplare, un saggio pieno di intuizioni acute e raffinate sul più grande romanzo di tutti i tempi e di tutte le letterature, il paradigma di un modo diverso di fare critica, liberata dalle convenzioni e dalle pastoie metodologiche dell’accademia e restituita a una funzione altra, quella di poter essere ANCHE affabulazione, e non solo sovrastruttura. Me lo aspettavo dall’autore, da decenni compulsivo lettore di Cervantes. Desideravo anzi che fosse esattamente così il libro, quando mi ha chiesto di leggerlo. E ora che l’ho finito spero che ne scriva un altro presto e che mi chieda di leggere anche quello. Ne parlerò con lui e con Nero Zuembè venerdì prossimo alla Feltrinelli di Catania.

 

  • Recensione: “Quanto è bello giocare a Sancio Panza” di Pietro Cheli su Amica (21/02/2017):

 

  • Recensione: “Don Chisciotte non vuole andare all’asilo” di Cristina Taglietti su Corriere della sera – La Lettura (26/02/2017):

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